tales

tales

Questa è la sezione che darà voce alle ragazze e alle donne che amano scrivere. Se vuoi vedere il tuo racconto pubblicato qui, c’è una regola importante: dovrà essere caratterizzato da un punto di vista femminile se la narratrice è interna, oppure dovrà parlare di una donna, di una ragazza o di una bambina. O di tante donne, di tante ragazze, di tante bambine! Insomma, il tema è il mondo femminile.
Perché vogliamo sia quello di tutte noi e tutte devono lasciarvi la loro impronta.

foto di Nuisia Raridi

377992 di Chiara Castello

377992 o di come mi piacerebbe poter dare voce a chi non ne ha.

Vi avverto, fate attenzione a quello che state per leggere: è pericoloso. Potreste trovarvi all’improvviso nei panni di coloro a cui date la caccia. Potrebbe disturbarvi o cambiarvi o rovinarvi per sempre, chi lo sa.

In un mondo del futuro dove i valori non hanno più significato, nel silenzio dell’opinione pubblica, c’è chi nasce preda e chi cacciatore. Bianca vuole a tutti i costi raccontare questa storia: la storia di una ragazza coraggiosa.


Libellula di Lisa Bresciani

Eccovi in regalo un racconto in stile horror per la nostra settimana a tema Halloween. Lisa ci racconta di Cami, una giornalista forte e fragile allo stesso tempo. E di demoni e del confine spesso così sottile tra bene e male, tra giusto e sbagliato. Di legami, di comprensione reciproca e riconoscimento di un’anima affine. Di mistico e di magia. Di una libellula.


Le cirque – Valentina Torrini

Le cirque di Valentina Torrini

Oggi vi racconteremo di Lady Plume, o del femminile fuori misura. Della capacità di sapersi reinventare, anche quando la vita ci riserva sorprese. Del tendone di un circo, del filo di un’acrobata e di una donna cannone. Di sintonia, sorellanza, di danza.


Galanteria di Giulia Pretta

Galanteria di Giulia Pretta

«Potrei fermarlo, invece di continuare ad annuire sbattendo le palpebre, e parlargli di mia nonna, però ucciderebbe un po’ l’atmosfera: come se lui saltasse su e mi dicesse che gli ricordo sua madre.

Penso che lui le piacerebbe.»

Non tutto è ciò che sembra. Un appuntamento galante, con il ragazzo perfetto. Oppure no. Qualcosa di oscuro si nasconde tra le parole del racconto di oggi. Scopritelo con noi.



La vita di Sonia Concheri Taccone

Un racconto che utilizza un linguaggio forte per fare passare un messaggio in modo chiaro. Qualcosa che tutti sanno, ma che non è nemmeno politicamente corretto dire ad alta voce. Una vita che più che vita si potrebbe chiamare “vita”.


(Non) T’appartengo di Arianna Capogrossi

Il racconto di oggi è sottile e leggero come una confidenza tra amiche, come un prezioso consiglio assaporato insieme a un caffè e come tale arriva dritto alla mente: ti consiglio di non sopportare, ti consiglio di vivere. Da una penna fresca e giovane, il racconto di Arianna Capogrossi.


A bassissimo consumo di Laura Frassetto

“Sa quante centrali elettriche lavorano fino allo stremo delle forze per quelle orrende lucette?

Piacciono ai bambini; Yazmine dice che suo figlio trascorre ore a guardarle, dalla finestra della loro casa sopra la fermata del tram.

Ma di bambini ce ne sono pochi. È assurdo investire nel loro divertimento. Inquinare il mondo e soffocare le nostre città perché i futuri militanti dell’Isis, gli unici infanti che mi risulta nascano in questo paese, abbiano qualcosa da guardare mentre aspettano che la loro madre torni dal lavoro.”


La Voyeuse di Eleonora Tarabella

È un regalo di Natale questo racconto di Eleonora Tarabella. Un dono, la possibilità di pensare a tutto ciò che abbiamo. E poi a ciò che non c’è, perché possiamo inventarlo.


Il Natale di Tilly di Louisa May Alcott

A tutte le nostre lettrici e i nostri lettori, L’Iguana vi augura un buon Natale con un racconto introvabile in italiano di Louisa May Alcott. Perché possiate passare un giorno meraviglioso con le vostre famiglie. Buona lettura.

traduzione di Chiara Castello

Ciò che sono di Chiara Castello

La befana viene di notte, sfreccia su una scopa, ridendo come una pazza. Ce la disegnano vecchia, un po’ brutta, col naso bitorzoluto: una strega (e su questo tema potete leggere anche il post di Beatrice sulla Befana). Magari pure “zitella”. Ci ridiamo su, evviva l’autoironia. Ma nella settimana dell’epifania vogliamo parlarvi di una donna che non guidava la scopa, no. Guidava una monoposto. Non è ironia, quella di questo mercoledì, ma celebrazione. Celebriamo le donne con un racconto di forza, di tenacia e di velocità: la nostra Chiara C. ha provato a mettersi nei panni di Lella Lombardi per un racconto di Formula 1.

Teresa di Daniela Piu

Dei ricordi di una bambina, di soleggiate mattine d’estate, di normalità come concetto indefinibile e ingannatore. Di incomprensione, di pregiudizio. Di torte al limone e di rose rosse.

Carriera di Giulia Pretta

Una volta passata l’epoca degli ombretti in crema era arrivata la stagione dell’imprenditoria femminile. Dopo un lustro passato ad elemosinare lavori in almeno otto centri estetici, di cui sei esercizi di proprietà maschile, ora potevo sparare nel mucchio: bandi under 30, bandi per donne bionde under 35, bandi per donne sicure di sé (requisito richiesto: una miopia di almeno -5 diottrie), bandi per donne con fisico efebico anche sopra i 40… una pioggia di opportunità.

Un altro racconto, molto simpatico, della nostra Giulia Pretta.

Non urlare di Miriam Marano

La vicenda di Alice è la storia vera e terrificante di una donna che non sapeva stare alle regole del gioco. Che voleva sapere il perché di ogni cosa prima di obbedire come una cieca, e così ha inventato nuove regole, tutte sue.

«Sei una ribelle» le hanno detto prima di rinchiuderla, come è capitato a tante altre, in manicomio. Si trattava di una pratica diffusissima prima che il femminismo mostrasse al mondo intero che il patriarcato è solo una versione dei fatti e che molte altre sono possibili. Più creative, più feconde, più allettanti.

Quando da piccola Miriam Marino veniva mandata a fare la spesa, scriveva perfino sulla carta del pane, se le veniva in mente un’idea buona per una storia. Da allora ne ha scritte, e pubblicate, molte.

La mistica della femminilità

«The problem that has no name» è la questione numero uno per Betty Friedan. Un problema senza nome condiviso da innumerabili donne americane. Mi sento incompleta, mi pare di non esistere, e una villetta più luminosa o un potente sedativo o un marito nuovo non leniscono l’irrequietezza. La questione è chiara: «È davvero questo che voglio essere?».

Una brava bambina non fa queste cose

La vita di Livia è lontana anni luce da come aveva fantasticato da bambina, ma docile e ubbidiente si sveglia ogni mattina per fare il proprio dovere. E diventa madre una, due, tre volte. Poi qualcosa si spezza. Livia chiude una porta, ma spalanca una finestra per una bella boccata di aria fresca.

Quando da piccola Miriam Marino veniva mandata a fare la spesa, scriveva perfino sulla carta del pane, se le veniva in mente un’idea buona per una storia. Da allora ne ha scritte, e pubblicate, molte.

Condomina strozza devota portiera con il filo di un aspirapolvere

Anche se durante la quarantena sforniamo pane per tutto il vicinato, anche se al supermercato leggiamo le date di scadenza alle vecchine, anche se cediamo il nostro posto in fila alla ragazza con il pancione, non nascondiamocelo: nessuna di noi è davvero buona fino al midollo. 
Tutte custodiamo un lato piccolo e meschino, lo nutriamo con la nostra immaginazione e lo solletichiamo con la nostra creatività. 
Proprio come la protagonista di questo racconto di Eleonora Tarabella, tratto dalla raccolta La voyeuse che abbiamo pubblicato giusto due anni fa.

La Ludo

Oggi pubblichiamo un racconto di Daniela PiuLa Ludo.

Lo abbiamo scelto perché la penna affilata di Daniela, già autrice del nostro romanzo biografico Esse di seta, descrive punto per punto la mistica della femminilità in una narrazione che colpisce dritto allo stomaco come un pugno ben assestato.

La Ludo è nata sfortunata, ma il tempo ha riscattato la sua infanzia infelice con un’esistenza perfetta, talmente perfetta che alla Ludo non resta più nulla da desiderare. Anche se il fuoco, dentro di lei, continua a bruciare.

Facci sapere cosa ne pensi con un commento e se il racconto di Daniela Piu ti è piaciuto, scopri il romanzo Esse di seta cliccando qui.

Cappuccetto Rosso - Feminist you de L'Iguana

Feminist your tales – La verità su Cappuccetto Rosso

Se il lupo cattivo non fosse davvero cattivo? se lo scopo della favola fosse metterlo in cattiva luce? meglio ancora, servirlo su un piatto d’argento come capro espiatorio? se la raccontassero in questo modo, ancora, ancora, mille volte e sempre, solo per farci entrare in testa che non esiste un lupo buono?

Per fortuna Cappuccetto Rosso non sa nulla di questa storia. Per fortuna Cappuccetto Rosso ha buona memoria e tanta riconoscenza.

Grazie, Chiara Castello,  per questa inedita e sorprendente versione della favola dei fratelli Grimm.

Feminist your tales Manuela Zucchi

Feminist your tales – Loiano

Una donna e un uomo, un albero di mele, l’inverno alle porte. 

Manuela Zucchi, già autrice per L’Iguana della raccolta di racconti Cattivissimo Natale (2015), bastano pochi dettagli per raccontare con grande finezza un rito domestico arcaico e solenne.

Follow by Email
Facebook
Instagram