Feminist your movie – Le sorelle Macaluso

Feminist your movie – Le sorelle Macaluso

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Tempo di lettura: 4 minuti

Prima del DPCM che ha chiuso i teatri e le sale cinematografiche, ho fatto in tempo ad andare al cinema e, con tutte le precauzioni del caso, a godermi questo piccolo gioiello che è “Le sorelle Macaluso”, secondo lungometraggio di Emma Dante, che arriva sette anni dopo “Via Castellana Bandiera”: tratto dall’omonima pièce teatrale vincitrice del Premio Ubu, il film è stato presentato all’ultima Festa del Cinema di Venezia. Spalanca il cuore, prepara i fazzoletti e immergiti nel mondo di Emma Dante, in cui ogni ripresa è una poesia per immagini.

LE SORELLE MACALUSO

Titolo originale: Le sorelle Macaluso | Regia: Emma Dante | Cast:  Alissa Maria Orlando, Susanna Piraino, Anita Pomario, Eleonora De Luca, Viola Pusateri, Donatella Finocchiaro, Serena Barone, Simona Malato, Laura Giordani, Maria Rosaria Alati, Rosalba Bologna, Ileana Rigano | Anno: 2020  | Nazionalità: Italia | Durata: 94 min.

Sinossi: L’infanzia, l’età adulta e la vecchiaia di cinque sorelle nate e cresciute in un appartamento all’ultimo piano di una palazzina nella periferia di Palermo. Una casa che porta i segni del tempo che passa come chi ci è cresciuto e chi ancora ci abita. La storia di cinque donne, di una famiglia, di chi va via, di chi resta e di chi resiste.

[sinossi da http://www.teodorafilm.com/le-sorelle-macaluso-a-venezia/]

Perché è un film femminista: Maria, Pinuccia, Lia, Katia, Antonella. Le sorelle Macaluso mi hanno ricordato una versione siciliana delle piccole donne di Alcott, ma più reali e meno lontane, fatte di carne sangue e vita vera. Ognuna con una sua personalità specifica, un sogno nel cassetto, una particolarità. O forse sono tutte parte di un’unica donna, la stessa che le guarda con tenerezza da dietro la macchina da presa: la lettrice vorace, l’aspirante ballerina, la golosa, l’amante appassionata, la bambina che sogna di diventare grande e sostiene che “anche le colombine devono mangiare nei piatti belli”. Solo alcune delle mille sfaccettature di un prisma che è la Donna.

L’insegnamento di Emma Dante e delle sorelle: Emma Dante non ha paura di mostrare i corpi delle donne, giovani, vecchi, magri, morbidi, rugosi, affamati e inquieti. Li studia da vicino con la telecamera, li mostra nel dettaglio, insiste sui dettagli che rendono ogni donna unica, i nei, le mani nodose, le costole in rilievo di un corpo sofferente. Mi viene in mente Agnès Varda che con i suoi primissimi piani sembrava accarezzare i suoi soggetti, fa così anche Emma Dante, dichiarando così il suo amore per loro.

Insegnamento femminista
Insegnamento femminista

Ma dentro quei corpi, così imperfetti e così veri, batte il cuore di una colomba, che frulla le ali nella soffitta, vola via libera sul mare, ma poi torna sempre al suo nido, a quella casa che un po’ come i corpi delle donne che la abitano, con le loro crepe e il loro fascino autentico e carnale, le protegge e le avvolge: la casa è l’involucro esterno delle sorelle Macaluso come i loro corpi sono le custodie delle loro anime belle.

In un suo recente post sul profilo di L’ha scritto una femmina, Carolina Capria descrive molto bene il rapporto con la casa, che diventa una delle protagoniste, come custode delle vite delle sorelle Macaluso, testimone di dolori, scontri, pasti e piccole manie quotidiane, scrigno consunto ma prezioso di quel legame indissolubile tra sorelle che andrà anche oltre la morte. Eccone un piccolo estratto:

“La casa delle sorelle Macaluso respira con loro, si trasforma con loro, soffre e gioisce con loro, muore con loro, che non hanno la forza e la possibilità di abbandonare il nido e vivere, come delle colombe che pur potendo volare via scelgono di rimanere nella soffitta di una piccola casetta da cui si vede il mare.”

https://www.facebook.com/carolinacaprialhascrittounafemmina/posts/3125654397562777

E una delle ultime scene, così dolente e commovente, ci mostra la casa svuotata di quadri, mobili, credenze (e vita) che sulle pareti rimangono impressi in negativo, lasciando visibili i loro contorni polverosi, come presenze difficili da mandare via, talmente incastrate in quelle mura da restare visibili anche nel vuoto.

La scena da vedere e rivedere: La scena, liberatoria e gioiosa, della danza sulle note di “Sognare sognare” cantata da Gerardina Trovato, che coinvolge tutta spiaggia dello stabilimento Charleston di Mondello.

Link al trailer: https://drive.google.com/file/d/1VOaK-P89xnDHS8wj3Ui9tQGblj7BEep5/view

La curiosità: Come per la scena del ballo di gruppo sulla spiaggia, la musica, nei film e nelle pièce di Emma Dante, la fa da padrone, con scelte originali e non scontate, che a volte cozzano con l’immagine che accompagnano ma che diventano parte integrante dell’opera. È grazie ad Emma Dante (nel suo “Operetta burlesca”) che ho scoperto uno splendido pezzo cantato da Tosca, “Il terzo fuochista”. Ecco il link, se vuoi ascoltarla: https://www.youtube.com/watch?v=nNav2HbbXEQ

Un approfondimento: Vale la pena di spendere qualche parola su di lei, Emma Dante, palermitana, scrittrice, attrice e regista teatrale e cinematografica, ma anche drammaturga, è conosciuta per la sua ricerca dell’immediatezza comunicativa basata sul ritmo, sul linguaggio e sull’uso del dialetto siciliano. Ha curato la regia di alcune opere, rendendole attuali, moderne, spesso scomode (come il suo “Eracle” in cui sceglie di affidare tutti i ruoli maschili ad attrici), ma ha anche rivisitato la storia della Bella Addormentata in chiave queer (la pièce per bambine e bambini “La bella Rosaspina Addormentata”), i cui il principe che salva la principessa è a sua volta una principessa.

Il mio consiglio è di seguirla, a teatro e al cinema: nel bene o nel male, non potrà lasciarti indifferente!

di Valentina Torrini

2 Replies to “Feminist your movie – Le sorelle Macaluso”

  1. Le custodie delle loro anime belle! I corpi con i quali bisogna convivere ora diventano preziosi! Grazie per questa bella immagine!

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