Feminist your readings – Vedere il solito da una prospettiva insolita: la versione femminista della Sirenetta di Andersen

Feminist your readings – Vedere il solito da una prospettiva insolita: la versione femminista della Sirenetta di Andersen

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Tempo di lettura: 2 minuti

Nei freddi abissi del mare irlandese c’è una sirena bellissima.

Ha i capelli rossi e gli occhi curiosi. Vuole scoprire, vuole vedere. Vorrebbe fare domande.

Ma nel suo mondo una donna non può fare domande. Una donna deve essere bella. E poi tacere.

The Surface Breaks è una risposta al maschilismo ammantato di religiosità della favola di Andersen La Sirenetta, che potremmo riassumere molto brevemente con “le ragazze che non fanno quello che viene loro detto fanno una brutta fine (ma, se se ne pentono, si potrebbe avere pietà di loro)”. Una sfida non facile, quella contro un colosso della letteratura di fama internazionale.

La sirenetta di Louise O’Neill, Gaia, viene da un mondo che è volutamente portato all’estremo del maschilismo, una dimensione isolata dalla storia e dal progresso, antica e addirittura antiquata, che si riflette però nel nostro quotidiano. Che ci porta a riflettere sui diritti che abbiamo acquisito negli anni grazie alle femministe del passato e quelli che ancora dobbiamo conquistarci.

Il titolo contiene un doppio senso che potremmo tradurre in italiano alla perfezione con “Oltre la superficie”.

Il popolo del mare vive in perenne conflitto con le Rusalke, donne che sono state umane, che muoiono in mare per mano di uomini e che passeranno l’eternità a cercare vendetta. Donne malviste dal popolo del mare, (perché donne che non si lasciano costringere al silenzio, perché straniere e perché diverse, vi ricorda qualcosa?) dal quale la sirenetta vorrà scappare.
Nello svolgimento della trama vengono affrontati vari temi, tra cui la ricerca della verità, la scoperta dell’amore e dell’attrazione fisica, ma soprattutto la crescita e la presa di coscienza della ragazza.


Louise O’Neill è nata in Irlanda nel 1985 e ha studiato Letteratura inglese al Trinity College di Dublino. La sua carriera inizia come giornalista freelance per i quotidiani nazionali irlandesi, per cui scrive di tematiche femministe, di moda e cultura pop. Contribuisce a una raccolta di saggi dal nome Why I call myself a feminist ovvero “Perché mi definisco femminista”, in cui trenta donne spiegano le motivazioni che le spingono a essere femministe. Intanto pubblica i primi libri e vince premi letterari. È il 2014 ed esce Only ever yours, Solo per sempre tua.

2015 Asking for it, Te la sei cercata.

2018 The surface breaks.

Tutti libri che trovate pubblicati in lingua italiana dalla casa editrice Il Castoro.

Proprio Il Castoro ha infatti pubblicato recentemente anche Il silenzio dell’acqua, tradotto da Anna Carbone.

Libro consigliatissimo, non importa in quale lingua, a tutti colori che siano pronti a mettersi in discussione, a cambiare prospettive. Per vedere il solito da una prospettiva insolita.

di Chiara Castello

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