Feminist your myth – Rosie the Riveter

Feminist your myth – Rosie the Riveter

WE CAN DO IT!

Hai notato la figura femminile che questa settimana, dedicata alla forza delle donne, spicca sui nostri post? Quante volte ti è capitato di vederla? Almeno mille, ne siamo certe.

Ma sai di chi si tratta?

È Rosie the Riveter, cioè Rosie «la rivettatrice». Rivettare vuol dire unire due o più lamiere con un elemento meccanico di fissaggio che si chiama, appunto, rivetto. Rosie the Riveter rappresenta le donne americane che lavoravano nelle fabbriche durante la Seconda guerra mondiale, per rimpiazzare gli uomini al fronte. Molte di loro, oltretutto, erano occupate proprio negli stabilimenti che producevano munizioni.

Rosie the Riveter nasce come titolo di una canzone composta da Redd Evans e John Jacob Loeb nel 1942, che descrive Rosie come una instancabile lavoratrice in catena di montaggio che fa la sua parte per assistere lo sforzo bellico americano.

Prendendo spunto dalla canzone, nel 1943 il comitato per il coordinamento della produzione bellica della Westinghouse Electric incaricò l’artista J. Howard Miller di realizzare un poster per sostenere l’impegno statunitense nella seconda guerra mondiale. Uno di quei poster si ispirava alla foto scattata a una rivettatrice al lavoro. Rosie era il soprannome di Rosie Bonavitas, che lavorava per la Convair di San Diego, in California.

Così la figura di Rosie con lo slogan WE CAN DO IT! fu inclusa nella propaganda per supportare il morale della popolazione e incoraggiarne le scelte patriottiche.

Oggi, Rosie the Riveter è diventata simbolo del femminismo e della forza delle donne.

WE CAN DO IT!

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