Feminist your myth – Olympe de Gouges

Feminist your myth – Olympe de Gouges

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Quante volte, mentre sfogli un libro di storia o guardi la tv, ti senti rabbrividire come se qualcuno grattasse con le unghie la superficie di una lavagna? Pensaci bene: capita tutte le volte che leggi o senti dire «uomini» nel senso di esseri umani. Lo sappiamo, lo sappiamo che ti hanno fatto credere di far parte di quel mescolone informe e indistinto. Ma poi una tipa tostissima di nome Olympe de Gouges ci ha risvegliate tutte dal sonno della ragione.

Vissuta nella seconda metà del settecento, Olympe è prima rivoluzionaria, poi realista, poi repubblicana: non è insolito che una donna fatichi a trovare la posizione politica che le è più conforme. Ma dal momento che, sostiene fermamente la nostra eroina, una donna nasce libera quanto un uomo, nel 1791 il luogo giusto in cui collocarsi lo realizza lei stessa con il contributo di altre, fondando il Cercle social, un’associazione che si prefigge la parità dei diritti delle donne. E soprattutto pubblica una Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, che ricalca la Déclaration des droits de l’homme et du citoyen, testo giuridico elaborato durante la Rivoluzione per stabilire i diritti sacri e inalienabili dell’uomo. Dell’uomo, appunto.

Olympe de Gouges si rende conto che le conquiste della Rivoluzione non avvantaggiano affatto le donne e che anche con il nuovo regime la loro libertà viene calpestata. La sua sagace Déclaration enuncia intuizioni e idee che quasi due secoli dopo muoveranno un certo femminismo.

«Uomo, sei capace di essere giusto? È una donna che ti pone la domanda», esordisce. Un’idea entusiasmante formulata in un quesito tanto semplice, a bruciapelo. Un colpo di fucile Charleville. Entra in scena, disinvolto, inflessibile, preciso, il soggetto femminile.

E tagliando corto con le polemiche inutili, incalza: «Dimmi? Chi ti ha dato il sovrano diritto di opprimere il mio sesso?». Ancora una domanda chiara e facile, una messa in questione, un dubbio plausibile in merito al presupposto dell’autorità maschile. Perché Olympe de Gouges si appella a un ordine differente e rivela che, dietro il richiamo universalista, l’«individu absolu» concepito dai rivoluzionari nella loro Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino altro non è che il vecchissimo soggetto cartesiano, come direbbero i filosofi. Vago e insidioso, il vocabolo «homme», formalmente utilizzato dai rivoluzionari e dai redattori della Dichiarazione nella sua più virtuosa accezione di «essere umano», allude in realtà solo al sesso maschile.

Ora sai perché le femministe non impiegano mai il maschile come neutro universale. Se vuoi essere una vera femminista cancellalo per sempre dal tuo vocabolario.

Mai ricondurre doveri, poteri o diritti a un qualche soggetto non ben definito che coinvolga entrambi i sessi. Ecco la concezione di uguaglianza secondo Olympe de Gouges: l’autorità di affermare i diritti è prerogativa femminile quanto maschile. Le donne prendono parte alla fondazione della società in quanto soggetti differenti.

Ora sai perché è un dovere imprescindibile – nostro, tuo, di tutte – dire avvocata, sindaca, ingegnera.

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