Feminist your myth – Ebru Timtik

Feminist your myth – Ebru Timtik

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Si sa che i rettili cambiano pelle e le sottoscritte, noi Iguane, non siamo da meno. Anche se piuttosto antropomorfe, erette, bipedi e pensanti, abbiamo cambiato pelle o per meglio dire: colore. Li abbracciamo tutti, per rappresentare le sfumature, la varietà che caratterizzano l’universo del femminismo. Alla sezione del mito spetta il colore arancio, da sempre riferito all’energia e alla determinazione.

Con questa premessa, e per una coincidenza temporale, il personaggio della settimana a cui dedichiamo questa rubrica è l’avvocata Ebru Timtik.

L’avvocata e attivista impegnata nella difesa dei diritti umani, è stata arrestata con l’accusa di far parte di un gruppo di estrema sinistra considerato terroristico, il Fronte Rivoluzionario della liberazione popolare (DHKP/C).

Timtik, insieme ad altri 18 colleghi, membri di diverse associazioni progressiste e di sinistra attive nella difesa di casi politicamente sensibili, furono arrestati nel settembre 2017 con l’accusa di avere legami e di collaborare con il Fronte Rivoluzionario. 

A marzo 2019 Ebru Timtik e i colleghi vennero riconosciuti colpevoli e condannati a lunghe pene detentive, 13 anni e sei mesi nel caso specifico dell’Avvocata.

In carcere da 3 anni, era stata condannata insieme a 17 colleghi per “appartenenza a un’organizzazione terroristica”, un movimento clandestino di estrema sinistra iscritto nella lista europea delle “entità coinvolte in atti di terrorismo”. L’Avvocata chiedeva quello che solitamente esigeva per i proprio clienti: un processo equo.

Ebru Timtik è morta per la giustizia, è morta per la libertà, per cambiare le cose, per tutti. È morta dopo uno sciopero della fame che l’ha ridotta a pesare 30 chilogrammi, ma non è stata la sua scelta ad ucciderla, ma lo Stato.

Il giorno dopo la sua morte, il 28 agosto, centinaia di avvocati si sono riuniti davanti alla sede del loro ordine professionale a Istanbul. Sulle vesti nere con il colletto bordeaux avevano appuntato la foto di Ebru Timtik. La polizia turca ha lanciato lacrimogeni per bloccare i manifestanti e per disperdere la folla.

Una settimana più tardi, il 3 settembre 2020, la Corte di Cassazione di Ankara ha ordinato la scarcerazione di Aytaç Ünsal, collega dell’avvocata, anch’esso militante.

Il motivo della scarcerazione? Era in fin di vita, dopo 213 giorni di digiuno.

In questi giorni in Italia, sulla scia degli eventi sparsi in tutto il mondo, sono stati organizzati momenti commemorativi. A Milano e a Monza l’avvocata turca, di origine curda, è stata ricordata osservando un minuto di silenzio e a Monza sono stati esposti due striscioni commemorativi. ll Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Monza e il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine Avvocati di Monza hanno ricordato così l’Avvocata morta lo scorso 27 agosto. Il suo decesso ha suscitato reazioni di condanna da parte di diversi organismi internazionali, dall’Unione Europea a numerose organizzazioni forensi e di diritti civili.

Ebru Timtik ha lottato e dedicato la sua vita a un ideale, forse non solo alla libertà, ma anche alla giustizia, all’uguaglianza, o forse a entrambe le cose. Non possiamo saperlo adesso, ma possiamo ringraziarla ricordandoci di lei.

di Lucrezia Benedetti

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