Feminist your myth – Auguri, Franca Valeri!

Feminist your myth – Auguri, Franca Valeri!

Franca Valeri - L'Iguana editrice

Il  31 luglio di 100 anni fa nasceva a Milano Franca Maria Norsa, in arte Franca Valeri.

La sua ironia raffinata accompagna da un secolo la vita di noi italiane; le caricature delle sue donne hanno raccontato, con arguzia e leggerezza, le nostre nonne e le nostre mamme, e parlano ancora alle più giovani di noi (che se non la conoscono, devono assolutamente rimediare!).

Franca lo spettacolo l’ha vissuto a 360 gradi e ha calcato le scene in ogni modo: attrice cinematografica e teatrale, sceneggiatrice, è nota soprattutto per la sua carriera di caratterista.

A Silvana Mauri Ottieri, cara amica di una vita nonché nipote di Valentino Bompiani (fondatore dell’omonima casa editrice), Franca deve il nome d’arte di Valeri, inventato per lei leggendo le poesie di Paul Valéry, pubblicate in Italia dallo zio di Silvana.

Franca si appassiona giovanissima alla lirica e nella sua lunga carriera annovera anche la regia di varie opere, tra cui “La Bohème” e “Rigoletto”.

Nel suo libro “Bugiarda no, reticente” (Einaudi, 2010), racconta un aneddoto, legato a sua madre:

La mia storia con la mamma è cominciata verso i tre anni con un suo racconto che non saprei definire e di cui non è certo facile capire la ragione psicologica. Non ricordo in quale momento della giornata o in quale punto della casa (forse in bagno, ma certamente il bagno, detto bagnetto per i bambini, me lo faceva la bambinaia), mia madre mi ha fatto questo racconto, come le urgesse di metter le cose in chiaro con me.
“Sai, un giorno, era estate, ma per il caldo era venuto un gran temporale e io aspettavo la donna che porta i bambini. Avevo ordinato un maschietto per fare compagnia a Giulio e avevo anche pensato di chiamarlo Cesare (la ragione della scelta del nome non mi era chiara); quella disgraziata è arrivata che era già notte, tutta bagnata, le gocciolava l’ombrello in anticamera. Mi ha consegnato un fagotto e ha detto: “Mi scusi il ritardo, scappo, sono cento”. Guardo nel fagottino. Era una bambina. “Cara lei, le avevo ordinato un maschio”. […]
“Allora?” potrei aver chiesto io.
“Allora quella lì ha cominciato tutta una storia: “Signora, ho avuto tanti impicci, mio marito è malato. È tardi.. me la prenda.. sia buona.. facciamo così, invece di cento lire gliela do per cinquanta”.
Mi ero incuriosita della conclusione.
“E così ti ho presa”.
Il racconto non è finito nel manuale di uno psicologo, ma nei miei ricordi più divertenti. Inconsapevolmente avevo inquadrato le qualità di comica dell’assurdo di mia madre, e le avevo messe gelosamente da parte al posto di un inutile complesso.

Forse anche per questo Franca le femmine le ha amate moltissimo; e le ha raccontate, descritte (e anche prese un po’ in giro con un’ironia che può scaturire solo da un’intelligenza acuta e brillante) in tutte le loro sfaccettature, con pregi, difetti e piccole manie. Le ha portate sul palco, in scena, nelle pagine dei suoi libri in un feroce, allegro e comicissimo ritratto. Una satira divertente ma mai volgare; colta, elegante, spietatamente vera e sempre attuale.

La Signorina Snob è il ritratto della classica ragazza alto-borghese della Milano bene:

La Sora Cecioni invece è la donna di borgata romana, verace e schietta:

Con le sue donne, Franca provoca ilarità e sorriso in modo intelligente, prima, e la riflessione e l’identificazione, poi.

Per conoscerla un po’ più da vicino, ti consigliamo di leggere questo articolo uscito su Io Donna in occasione dei suoi 99 anni, in cui parla anche della sua idea di femminismo:

Grazie Franca, a nome di tutte noi.

Auguri e 100 di questi giorni ancora!

di Valentina Torrini

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