Feminist your movies – Babadook

Feminist your movies – Babadook

Riprendiamoci dalla stucchevolezza tutta cuori e cioccolatini del San Valentino e facciamo un bell’ingresso strong nella nuova settimana. Sì perché oggi ti parlo di “Babadook”, un horror al femminile della bravissima Jennifer Kent.

Finalmente un horror raffinato senza un’ingenua protagonista (possibilmente bionda) che si rifugia in soffitta per sfuggire al villain di turno, che non lascia tirare il fiato fino alla fine e magistralmente diretto da una donna!


Titolo originale: The Babadook | Regia: Jennifer Kent | Cast: Essie Davis, Noah Wieseman, Tim Purcell | Anno: 2014 | Nazionalità: Australia | Durata: 94 min. | Distribuzione Italiana: Koch Media

Amelia ha perso il marito in un incidente d’auto proprio mentre stavano andando in ospedale per partorire il loro primo figlio. Vivono insieme in una realtà ovattata: il padre e la sua morte sono un tabù, e il compleanno del piccolo Samuel viene festeggiato insieme a quello della cuginetta, non nell’anniversario della sua nascita. Amelia si divide tra il suo lavoro di infermiera in una casa di riposo e la sua vita a casa con il figlio, un po’ paranoico, e la vicina anziana di cui si prende cura. Una sera in casa compare un libro per bambini che ha come protagonista un uomo nero che si fa chiamare Babadook

Perché è un film femminista: perché riconosce e alimenta quella normale e legittima parte oscura insita in ogni donna, demonizzata dalla mentalità comune. Amelia vive in una gabbia [in molte scene notturne si vede più volte l’ombra della ringhiera delle scale che proiettata sul muro ricrea una serie di sbarre] di stereotipi maschilisti, imprigionata in ruolo femminile ritagliatole addosso dalla società: madre, infermiera, vedova e dunque senza un nuovo compagno. Con l’arrivo di Babadook (che compare, guarda caso, proprio quando Amelia tira fuori un vibratore…) si palesa la sua parte oscura, che scardina in maniera violenta e improvvisa tutti i canoni, deflagrando la sua quotidianità: Amelia diventa aggressiva con il figlio che fa i capricci, con il cane che abbaia, con la vicina che le ricorda il marito morto. Amelia vincerà, come ci si aspetta, il terrificante Babadook che, sconfitto, si rifugia nel seminterrato. Ma Amelia tornerà ogni giorno, pur intimorita, a nutrire quel mostro nascosto in una parte del suo subconscio.

La scena da vedere e rivedere: Il finale. In cui tutto si scioglie e si chiarisce.

Link al trailer: https://www.youtube.com/watch?v=uvv5IFRJ-oE

L’approfondimento: Il film è stato adattato a lungometraggio dal corto “Monster” del 2005, ideato e diretto dalla stessa regista. Se ti interessa il genere e vuoi approfondire, lo trovi qui https://vimeo.com/39042148

La curiosità: Il Babadook è diventato una bizzarra icona gay. Proprio durante il mese dedicato al Gay Pride in tutto il mondo, i social media si sono riempiti di meme, photo e vignette riguardo la nuova superstar gay. Tutto è iniziato perché Netflix ha inserito per errore il film horror di Jennifer Kent nella sezione dei film LGBT.

Sono proprio curiosa di conoscere il tuo horror preferito, a patto però che rispetti i tre requisiti del Test Bechdel (di cui ti avevo parlato qui http://www.feministyou.net/feminist-your-movie/)

di Valentina Torrini

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