Feminist your movie – The love witch

Feminist your movie – The love witch

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Tempo di lettura: 3 minuti

Halloween si avvicina e il nostro amore per le streghe in questi giorni diventa più forte che mai!

Se hai più di trent’anni ti ricorderai sicuramente di Samantha Stephens della sitcom anni Sessanta “Vita da strega”. Ora, immaginala meno bionda, più truccata, ma soprattutto molto, ma molto più cattiva. Ti presento Elaine Parks, la strega dell’amore!

THE LOVE WITCH

Titolo originale: The Love Witch | Regia: Anna Biller | Cast: Elle Evans, Samantha Robinson, Lily Holleman | Anno: 2016  | Nazionalità: USA | Durata:  120 min.

Sinossi: La sensualissima strega Elaine seduce gli uomini con un solo sguardo, li attira a sé e poi fa loro bere una pozione che li fa cadere ai suoi piedi. Peccato che dopo una sola notte d’amore, si trasformino in piagnucolosi buoni a nulla.

Perché è un film femminista: Ci presenta una serie di personaggi e ambientazioni col sapiente uso dei colori e della loro simbologia: Elaine è sensuale e potente nel suo abitino rosso, come lo smalto, l’auto e il rossetto che indossa. La villetta in cui si trasferisce (che ricorda un po’ quella di Psycho) è viola e bordeaux, tonalità che fanno pensare all’occulto e alla magia. La nuova vicina (moglie devota) Trish, veste rosa confetto e porta Elaine in una sala da thé dove le note dell’arpa accompagnano il tintinnio di tazzine e piatti di porcellana in cui si servono pasticcini candidi come zucchero a velo. I personaggi maschili invece sono tutti associati al marrone, che richiama la terra e il bisogno materiale.

Eppure i personaggi non rispettano fino in fondo quel “topos” che gli è stato cucito addosso in quanto tale: Trish è sì una moglie devota, eppure non disdegna i piaceri del sesso coniugale; gli uomini, caratterizzati come dei tipici machi, soccombono alla sensualità (e agli incantesimi, of course!) di Elaine.

Il film è molto godibile, soprattutto visivamente ed esteticamente: Anna Biller (regista, produttrice, sceneggiatrice e costumista del film, di cui ha curato anche le musiche) ci catapulta in una perfetta ricostruzione degli anni Sessanta (ma siamo ai giorni nostri, vista la presenza di cellulari e auto moderne) e presenta le caratteristiche tipiche dei classici horror hollywoodiani degli anni 60, con tanto di effetto sfumato dell’immagine (il film non è in digitale, ma girato su pellicola 35 mm), recitazione “tipizzata” (cioè innaturale e marcata, che caratterizza un personaggio “tipo”, come la femme fatale di Elaine).

Insegnamento femminista
Insegnamento femminista

L’insegnamento di Elaine: La figura della strega è sempre stata legata a quella di una sessualità disinibita e nociva: “ci bruciavano sul rogo perché temevano le sensazioni erotiche che suscitavamo. Poi utilizzarono il matrimonio per tenerci sottomesse e trasformarci in serve, puttane e bamboline, senza mai chiederci cosa volessimo”. Le streghe credono invece che “la sessualità femminile non abbia niente di satanico o antifemminista, ma che sia l’esaltazione della donna come creatura naturale”. Niente di più vero. Ma nessuno degli uomini di Elaine, nonostante tutto, riesce a vederla come una persona aldilà del suo corpo perfetto. “Se voi uomini ci amaste per quello che siamo…  Io mi prendo ciò che mi serve dagli uomini e non viceversa”. Forse Elaine non riesce a smarcarsi dall’oppressione del patriarcato, che le impone di cercare a tutti i costi il suo principe azzurro. O forse sì, visto che alla fine, sarà lei ad averla vinta!

La scena da vedere e rivedere: la scena iniziale ci presenta subito il personaggio di Elaine (in un omaggio a Tippi Hedren in “Uccelli” di Hitchcock): i capelli corvini al vento mentre guida la sua decappottabile rossa fiammante, sigaretta tra le dita, ombretto e eyeliner ben marcati mentre racconta di aver ucciso il marito dopo che l’aveva lasciata. Da lei ci aspettiamo subito grandi cose. Go Elaine!

Link al trailer originale: https://www.youtube.com/watch?v=Bboat5Hv9ow

La curiosità: Anna Biller, la regista, è davvero una perfezionista: le ci sono voluti sette anni per completarlo per la sua estrema attenzione ai dettagli di regia, scrittura, montaggio, costumi e scenografia. Anna si definisce una cineasta femminista: “La mia speranza è che altre donne si identifichino, come me, con Elaine: una donna in cerca di amore, che è impazzita per il fatto di non essere mai stata amata per quello che è, ma solo perché soddisfi le fantasie maschili con cui le hanno fatto il lavaggio del cervello”.

Un approfondimento: Io, alle streghe politically correct come Samantha, preferisco di gran lunga quelle scorrette e magari anche un po’ vendicative. Se piacciono anche a te, guarda “Le streghe di Eastwick”, il film con Cher, Michelle Pfeiffer e Susan Sarandon: tre donne alle prese con un vero e proprio demonio, interpretato da Jack Nicholson. Guarda il trailer qui: https://www.youtube.com/watch?v=QL1QUrcMA7g

di Valentina Torrini

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