Feminist your movie – Ritratto della giovane in fiamme

Feminist your movie – Ritratto della giovane in fiamme

Il film di cui ti parlo oggi ha vinto il Prix du scénario all’ultimo Festival di Cannes ed è una pellicola al femminile a tutti gli effetti. La regista, Céline Sciamma, è una donna come donne sono le protagoniste e tutti i personaggi principali. Gli uomini compaiono solo per necessità all’inizio e alla fine del film, relegati a semplici comparse, spesso silenziose e rigorosamente senza nome e identità.

RITRATTO DELLA GIOVANE IN FIAMME

Regia: Céline Sciamma | Cast: Noémie Merlant, Adèle Haenel, Luàna Bajrami, Valeria Golino, Cécile Morel| Nazionalità: Francia | Anno: 2019 | Durata: 120 min. | Distributore italiano: Lucky Red

Francia del XVIII secolo. Marianne è una pittrice e viene chiamata in un’isoletta della Bretagna per ritrarre la figlia della committente. Il dipinto di Eloïse sarà mandato al suo pretendente milanese perché possa decidere se prenderla in sposa. Ma la giovane sfugge e Marianne dovrà dipingerla di nascosto fingendosi la sua dama di compagnia.

Perché è un film femminista: nella pellicola si toccano tanti temi cari al femminismo. Vorrei analizzarli uno per uno.
Arte al femminile. Marianne è una pittrice, appunto. Cosa complessa e non ben vista per il tempo. Eloïse le chiede se ha mai ritratto dei nudi. “Di donne, sì. Di uomini non è permesso.” Non potendo conoscere l’anatomia maschile, alle donne artiste verranno preclusi tutta una serie di soggetti. Ma Marianne non si dà per vinta e dipinge nudi maschili di nascosto!
Libertà. Marianne ed Eloïse. La prima vive del proprio lavoro di pittrice senza il controllo di un marito o di un uomo; la seconda scappa da chi la vuole ritrarre e dunque diventare un oggetto nelle mani di un pretendente che possa valutare di prenderla in moglie solo se soddisfatto dal suo aspetto fisico. Nel breve lasso di tempo in cui potranno conoscersi e amarsi, le due ragazze assaporeranno quella libertà che non avranno al di fuori della piccola isola in cui si trovano.
Stregoneria. La prima immagine che mi evoca una donna in fiamme del titolo è quella di una strega bruciata sul rogo. Chi sono le streghe se non donne che fuggono dalle convenzioni, dalla supremazia maschile, dalla gabbia degli stereotipi e delle etichette? Marianne e Eloïse sono certamente streghe del loro tempo. E anche la scena della festa a cui partecipano, un raduno di donne di ogni età davanti ad un falò, non ti fa pensare ad un sabba? 
Amore omosessuale. Negli anni Settanta alcune femministe lesbiche radicali formarono il Leeds Revolutionary Feminist Group che sosteneva il cosiddetto “lesbismo politico”: le donne possono essere davvero libere dalla violenza e dal dominio maschile solo escludendo dalla loro vita sociale e sessuale gli uomini. Una tesi molto integralista e non necessariamente condivisibile, ma anche le protagoniste del film trovano la loro libertà nel vivere la propria relazione passionale e amorosa tra donne.
Sorellanza e aborto. La giovane governante Sophie confessa a Marianne di essere incinta ma di non desiderare un figlio. Senza domande o giudizi, Marianne e Eloïse aiutano la ragazza ad abortire.
Il film è molto complesso, sia visivamente che stilisticamente, e certamente le osservazioni da fare non si esauriscono con quelle che ho elencato sopra, che sono certamente riduttive rispetto alla pienezza del film.

La scena da vedere e rivedere: molte sono le scene memorabili di questo bel lungometraggio. Ma forse la più evocativa è quella della festa intorno al fuoco in cui si respira davvero la libertà di essere donne, danzando e cantando intorno alle fiamme. E tutte quelle in cui Marianne tiene in mano il pennello.

Link al trailerhttp://www.luckyred.it/movie/ritratto-della-giovane-in-fiamme/

La curiosità: Adèle Haenel, l’attrice che interpreta Eloïse, ha dichiarato in diverse interviste di considerarsi femminista e sostenitrice del pensiero di Virginie Despentes, della quale ha letto tutte le pubblicazioni. È stata una delle esponenti francesi del #MeToo (in Francia viene chiamato #balancetonporc), accusando pubblicamente di molestie sessuali il regista Christophe Ruggia che l’ha diretta nel film Les Diables quando lei aveva ancora 15 anni.

L’approfondimento: la figura di Marianne, donna pittrice, mi ha particolarmente colpito. Se anche tu sei interessata all’argomento delle donne nell’arte, ti consiglio due letture a tema che mi sono venute in mente dopo aver visto il film. La prima è il romanzo di Susan Vreeland La passione di Artemisia (edito da Neri Pozza, 2001) che racconta la storia della pittrice Artemisia Gentileschi. Spingendoti invece più a Oriente, potresti leggere La pittrice di Shangai di Jennifer Cody Epstein (edito da Mondadori, 2008), la storia vera di Pan Yuliang, scandalosa pittrice che nei primi decenni del XIX secolo ha scioccato la Cina con i suoi nudi.

di Valentina Torrini

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