Feminist your movie – La battaglia dei sessi

Feminist your movie – La battaglia dei sessi

Grazie a questa rubrica, cerco di documentarmi su figure femminili meno conosciute e trovo sempre nuove donne coraggiose di cui ignoravo l’esistenza: donne ispiranti e caparbie, pioniere in varie discipline, impegnate in battaglie femministe (a volte sempre tristemente attuali).

Vedere un film che racconti la loro storia mi sembra uno dei modi più divertenti e piacevoli di fare la loro conoscenza.

Oggi vorrei raccontarti di Billie Jean King, una tennista che ha vinto una partita importante,  anche per te!

la battaglie dei sessi

LA BATTAGLIA DEI SESSI

Titolo originale: Battle of the sexes | Regia: Johnathan Dayton, Valerie Faris| Cast: Emma Stone, Steve Carrell | Anno: 2017 | Nazionalità: USA, Gran Bretagna | Durata:  121 min. | Distribuzione Italiana: 20th Century Fox Italia

Sinossi

Nonostante Billie Jean King sia appena diventata la miglior tennista al mondo, vincendo la finale singolo agli US Open (siamo nel 1972), rispetto ai colleghi maschi la sua retribuzione è di 8 volte minore. Secondo i vertici (tutti maschi…) della Federazione (nella persona dell’odioso Jack Kramer, co-fondatore della Association of Tennis Professionals), infatti, guardare una partita di tennis tra due uomini è più divertente perché gli uomini sono più veloci, più forti, biologicamente più portati allo sport. Ma chi l’ha detto? Billie Jean il 20 settembre 1973 all’Astrodomo di Houston in Texas affronterà in un match il suo collega Bobby Riggs: una sfida che non coinvolge soltanto due avversari, ma si rivelerà una vera e propria “battaglia dei sessi”.

Perché è un film femminista

Il film ha i toni della commedia, ma il tema affrontato è ostico e importante (e, nonostante siano trascorsi quasi 50 anni, ancora irrisolto): quello della parità salariale dei i sessi. O meglio quello della parità di valore e riconoscimento che devono avere nella società le donne e gli uomini. La battaglia che si combatte sul campo da tennis non è solo quella tra due tennisti, ma piuttosto una guerra di principi, di ricerca del proprio giusto spazio nel mondo da parte delle donne, la propria emancipazione.

La battaglia di Billie Jean nasce dalla necessità e dalla pretesa assolutamente legittima che il proprio lavoro venga valutato quanto quello degli uomini, e per ottenere ciò che vuole è pronta a dimostrarlo, letteralmente, “sul  campo” di fronte e 90.000 spettatori. La sua partita non è contro un avversario fisico, ma contro il maschilismo più becero, incarnato da un personaggio presuntuoso, arrogante, sbruffone e molto infantile. Quel maschilismo che dice “Io amo le donne. In cucina e a letto.” contro il femminismo che che afferma “Non dico che le donne sono migliori, ma che meritano la parità”.

Ma c’è anche la battaglia, intima e personale, di Billie Jean contro sé stessa, innamorata della giovane parrucchiera Marilyn e timorosa del giudizio dei suoi genitori e della ritorsione del mondo esterno per una sua eventuale scelta non convenzionale.

Durante tutto lo svolgimento del film, le scene, a vari livelli, ci preparano al crescendo della Sfida finale, quella tra Billie Jean e Bobby. Piccoli e grandi scontri che tra due fronti visivamente (e mentalmente) contrapposti, proprio come se assistessimo ad una partita di tennis, in cui al posto della pallina ci scambiano battute al vetriolo: il marito e la moglie ai lati opposti del tavolo che discutono con il figlio al centro; i due schieramenti contrapposti che accompagnano i due giocatori, il giorno prima della gara; il marito di Billie Jean e Marilyn, l’amante di lei; e infine il grande gruppo che sono i maschilisti e le femministe.

Billie Jean si aggiudicherà il match. Alzerà al cielo il trofeo. Questa giovane tennista californiana ha aiutato con il suo talento e la sua passione tutte noi a fare un passo avanti verso l’ottenimento di diritto fondamentali come una paga equa, il rispetto, la dignità. Ha contribuito a cambiare la storia del femminismo. Eppure lo speaker, per commentare positivamente il gioco di Billie Jean afferma che “sta giocando più come un uomo che come una donna”. Il percorso è ancora lungo…

La scena da vedere e rivedere

Subito prima del match, Billie Jean affronta verbalmente) il bieco Jack Kramer, ingaggiato da Riggs come speaker della partita. Billie Jean gli risponderà a tono, senza mai tirarsi indietro. La tecnica del «campo-controcampo» (tipica dei dialoghi tra due persone, in cui la macchina da presa riprende in primo piano i due attori alternatamente) viene sapientemente usata per aumentare il pathos in questa scena, caratterizzata da un rapido scambio di battute tra i due attori e accentuare l’idea delle due fazioni opposte che si affrontano: quella dei maschi e quella delle femmine.

Link al trailer italiano: https://www.youtube.com/watch?v=66kNX3PB-EI

Un approfondimento

Emma Stone, che interpreta la protagonista, è un’attrice brillante e molto talentuosa (ha vinto un Oscar per la sua interpretazione in “La La Land”). A questo link trovi una sua breve intervista rilasciata alla rivista Amica in cui racconta come si è preparata per il  ruolo di Billie Jean King (e ne esce bene anche i suo collega Steve Carrell!)  https://www.amica.it/2017/10/18/emma-stone-la-battaglia-dei-sessi-non-e-mai-finita/

La curiosità

Il 16 luglio invece compirà 72 anni un’altra famosa tennista che ha visto l’apice della sua carriera negli anni 70 (e che compare anche nel film, ma non ne esce proprio simpatica…). Lei è Margaret Smith Court, australiana, e considerata una delle migliori tenniste della storia. Vincitrice di 64 prove del Grande Slam, è anche una delle sole tre giocatrici (le altre sono state Maureen Connolly nel 1953 e Steffi Graf nel 1988) a essersi aggiudicata il Grande Slam, impresa compiuta nel 1970, per prima nell’Era Open (per tutti i termini tecnici del tennis, cerca in rete.

di Valentina Torrini

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