Feminist your movie – Jingle Jangle: Un’avventura natalizia

Feminist your movie – Jingle Jangle: Un’avventura natalizia

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Tempo di lettura: 3 minuti

Eccoci alla seconda tappa del #feministyourmovie con protagoniste eroine natalizie non convenzionali e soprattutto, non sdolcinate. Anche sotto natale abbiamo bisogno di esempi di bambine, ragazze, donne che si diano da fare per abbattere i preconcetti maschilisti per cui il genere femminile abbia la sola velleità di trovare un buon partito e mettere su famiglia, soprattutto a Natale. Journey, la giovane protagonista del film di oggi, è sicuramente una di queste!

JINGLE JANGLE: UN’AVVENTURA NATALIZIA

Titolo originale: Jingle Jangle: A Christmas Journey | Regia: David E. Talbert | Cast: Phylicia Rashad, Lisa Davina Phillip, Madalen Mills | Anno: 2020 | Nazionalità:  USA | Durata: 122 min. | Distribuzione italiana: Netflix Italia

Sinossi: Decenni dopo essere stato tradito dal suo fidato apprendista, un giocattolaio ormai infelice ritrova la speranza quando una nipote curiosa e gentile entra nella sua vita.

[sinossi da https://www.netflix.com/it/title/80232043]

Perché è un film femminista: “Jingle Jangle” è proprio il classico film di Natale: sfavillante, coloratissimo e a lieto fine! Ma è anche una storia di fiducia e di empatia. E di magia. Una magia che si tramanda dal nonno alla figlia e poi alla giovane nipotina (per poi continuare a trasmettersi al ramo femminile della famiglia). Voglio essere molto ottimista e vedere in questa eredità un passaggio di testimone generazionale dal genere maschile, un po’ sfiduciato e pessimista, alla nuova generazione di giovani ragazze, sensibili, fiduciose, temerarie, ambiziose e, perché no, anche un po’ presuntuose, proprio come Journey.

Insegnamento femminista
Insegnamento femminista

L’insegnamento di Journey: Journey è un vera forza della natura: è una piccola inventrice sempre entusiasta che combatte con il sorriso e il suo ottimismo anche la diffidenza del disincantato nonno Jeronicus, ormai sedimentata da anni di delusioni, e lo convince a credere in lei, ma anche a ritrovare la propria ispirazione.

Nonostante la giovane età, Journey è talmente sicura di sé e delle proprie capacità (sua madre deve aver fatto un ottimo lavoro di motivazione con lei!) che, letteralmente, se la canta e se la suona (la canzone è “Square Root of Possible”), e non è affatto un male!

Nella scena del suo monologo cantato infatti si dà la carica e si auto-convince che il suo progetto sarà vincente e la sua invenzione sarà la scintilla che porterà l’equilibrio e quindi il lieto fine.

È un po’ una Beth Harmon (leggi qui http://www.feministyou.net/feminist-your-movie-la-regina-degli-scacchi/) in versione afroamericana e politically correct: un ottimo esempio di fiducia in se stesse e nelle proprie capacità per le bambine di oggi. Con quel pizzico di magia e di buoni sentimenti che non guasta, soprattutto di questi tempi!

La frase da segnarsi: Journey (cantando): “Ora io lo so! Ora io lo so! Che ce la farò!”

La scena da vedere e rivedere: Quella in cui Journey ed Edison trovano il robottino Buddy che finalmente prende vita e comincia a levitare: la fiducia in se stessa di Journey non era stata mal riposta!

Link al trailer: https://www.netflix.com/it/title/80232043

La curiosità: Una piccola sfida per quelle di noi “attive” negli anni Ottanta: avete riconosciuto chi interpreta la nonna che legge la fiaba, proprio all’inizio del film? Clicca qui (https://irobinson.fandom.com/it/wiki/Clair_Robinson) per scoprirlo e fatti prendere dalla nostalgia!

Un approfondimento: Vuoi farti ispirare da un’altra protagonista afroamericana ma hai bisogno di qualcosa di più profondo e intellettuale? Scopri un’altra stella nascente di Hollywood in Amandla Stenberg. Il suo nome in Zulu e Xhosa (la lingua parlata da un gruppo etnico di origine bantu) significa potere. È di Los Angeles ed è la figlia di una scrittrice e di un manager danese con origini Inuit. Ha 21 anni ma recita da quando era una bambina: forse te la ricorderai nel ruolo della piccola Rue nel primo Hunger Games. Da allora ha fatto molta strada, tutta impervia, tra battaglie femministe intersezionali e lotta alla discriminazione razziale. “L’attivismo è la forza dietro ogni cosa che faccio” ha affermato.

Guardala ne “Il coraggio della verità – The Hate U Give”, un film del 2018, tratto dal romanzo di Angie Thomas; E’ la storia di  Starr, che assiste all’assassinio del suo migliore amico da parte della polizia, un tema caldissimo in questi giorni di manifestazioni #BlackLivesMatter. [fonte www.cosmopolitan.com]

di Valentina Torrini

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