Feminist your movie – Fantaghirò

Feminist your movie – Fantaghirò

Spread the love
Tempo di lettura: 5 minuti

Il mese di dicembre è appena cominciato, ma per le festività natalizie non voglio proporti film stucchevoli con ragazze in cerca di un marito da scovare sotto l’abete addobbato. Da qui al 25 vorrei invece farti conoscere (o ricordare) delle  protagoniste che abbiano scardinato i canoni del buonismo, senza perdere per questo il necessario Christmas style.

Oggi quindi facciamo fast rewind sul nostro videoregistratore immaginario e torniamo alla sera del 22 dicembre 1991 più o meno alle 20 e 30. Sei comoda sul tuo divano in simil pelle con una trapunta in ciniglia sulle ginocchia, in perfetto stile anni Ottanta? Bene! Preparati a (ri)vedere…    

FANTAGHIRÒ

Titolo originale: Fantaghirò | Regia: Lamberto Bava | Cast: Alessandra Martines, Mario Adorf, Kim Rossi Stuart | Anno: 1991 | Nazionalità: Italia | Durata: 2 episodi da circa 100 min. | Distribuzione italiana: Mediaset Play

Sinossi: Fantaghirò, figlia di un Re in attesa da anni di un erede maschio a cui affidare l’onore e le sorti del suo popolo, nasce durante una interminabile guerra. La sua nascita indesiderata e la morte della Regina la segnano per sempre agli occhi del Re, pronto a sacrificarla se una Strega, cosciente del futuro prodigioso della neonata, non la salvasse…

Perché è un film femminista:  Riguardando questo film dopo quasi 20 anni l’ho trovato ricco di ispirazioni che si erano segretamente insinuate e sedimentate nella me decenne e che hanno, ne sono sicura, contribuito a creare la mia attuale coscienza femminista. Ti provo a spiegare perché?

Lady Oscar e Aurora della Bella Addormentata, ma anche un po’ la dea Atena e Arianna nel labirinto, Fantaghirò ricorda un po’ tutte queste donne favolose e mitiche. Ma la storia di Fantaghirò racchiude sì i topos più classici delle favole e della mitologia (che forse all’epoca non abbiamo colto) ma li scardina e li ribalta creando il personaggio di una principessa-guerriera: una bambina, poi una giovane donna, che si ribella agli ordini del padre e degli uomini, che rivendica il diritto ad un’istruzione e che sceglie di diventare una guerriera, perché quello è il suo sogno. Perché lo scopo della battaglia di Fantaghirò è sì quello di riportare la pace nel proprio regno, dilaniato da anni di guerra, ma anche e soprattutto quello per la propria autodeterminazione come donna e come persona, una vera e propria lotta al patriarcato e alle assurde leggi da esso imposte al genere femminile.

È vero, c’è anche l’amore, incarnato da bel Romualdo che ha gli occhi di ghiaccio di Kim Rossi Stuart, ma viene dopo tutto questo!

Inoltre “Fantaghirò” riabilita il ruolo della strega, che nelle fiabe incarna sempre il personaggio malvagio e invidioso della bella protagonista. Qui invece la Strega Bianca è la custode dei boschi e della Natura, insegna a Fantaghirò l’arte della guerra (come Cavaliere Bianco), ma anche il rispetto di tutto ciò che è vivo e animato (comprese le piante e le pietre); le fa da madrina e da insegnante ma anche da protettrice, nelle vesti dell’Oca bianca che la accompagna ovunque nelle sue peripezie.

Insegnamento femminista
Insegnamento femminista

L’insegnamento di Fantaghirò: “Sei disobbediente, impulsiva, scatenata. Corri, salti; leggi, addirittura!” o ancora Coraggiosa, ostinata e facile all’ira. Questi sono gli appellativi, declamati con disprezzo, da chi deve descrivere Fantaghirò e il suo brutto carattere. E questo perché lei non sta alle regole che la vorrebbero osservare “un comportamento composto e modesto; tacere e rinunciare a leggere e scrivere”. Dopo essere stata bombardata durante l’infanzia dalle varie principesse Disney che non potevano fare altro che aspettare un principe che le salvasse con il bacio del vero amore, sono contenta di aver conosciuto Fantaghirò che è sì principessa, ma a modo suo: con l’arco e la spada e i capelli tagliati a scodella, cavalca, combatte e spesso e volentieri si incazza!

Per amor di verità, come sostiene anche Marina Pierri nel suo “Eroine. Come i personaggi delle serie Tv possono aiutarci a fiorire” (Edizioni Tlon, 2020) “per quanto potente, però Atena [che identifica l’archetipo della Guerriera e a cui, come vedrai dopo, si possono ricondurre degli aspetti del personaggio  di Fantaghirò ndr] è un archetipo non privo di problemi per le donne. […] da lei è stata cancellata ogni traccia di matriarcato: è la figlia del padre […] e cioè l’Identificazione con il maschile.

Detto questo per un’analisi più completa del personaggio, forse le bambine e le adolescenti di oggi sono visivamente più smaliziate, abituate come sono a sfolgoranti effetti speciali, ma sono sicura che Fantaghirò, pur con le sue pecche, continuerà ad ispirarle come ha fatto con me, che ho adorato (lo giuro!) anche il suo taglio a scodella.

La frase da segnarsi: Re: “Puoi rinfrescare la memoria di tua sorella in merito ai doveri delle donne?”
Caterina: “Certo! Qualunque donna è inferiore all’uomo, mentalmente e fisicamente…”
Fantaghirò: “Frottole!”

La scena da vedere e rivedere: Dopo essersi allenata a tirar di spada con il cavaliere Bianco, Fantaghirò torna a corte dove tutti la aspettano: i tre principi di Assul sono venuti per conoscere le tre principesse, Caterina, Carolina e Fantaghirò. Con grande nonchalance, la ragazza li guarda bene tutti e tre in faccia e di fronte al suo promesso esclama: “Ora che vi vedo, la confusione di un colpo mi è passata perché…non vi sposo!”

Link al trailer: https://www.youtube.com/watch?v=_5H-ENt6G9g

Puoi vedere l’intera saga sul sito di Mediaset Premium (basta registrarsi gratuitamente) a questo link: https://www.mediasetplay.mediaset.it/listing

La curiosità: La serie è ispirata a un racconto dello scrittore Italo Calvino, Fanta-Ghirò. Che a sua volta s’ispira a una novella toscana di fine Ottocento. Sembra però che la fiaba sia molto diffusa nelle tradizioni popolari di molte regioni italiane, dall’area Romagnola alla Sicilia. In ciascuna regione assume connotazioni specifiche.

Nell’Italia settentrionale la trama è generalmente messa in relazione alla ambiguità della sessualità femminile nella tradizione occidentale (si confronti la storia di Giovanna D’Arco ma soprattutto il   libro di Giuditta), in particolar modo rispetto al contrasto fra la concezione del ruolo della donna    nella cultura greco-orientale e quella del mondo cattolico occidentale. [fonte: Wikipedia]

Un approfondimento: Come ti ho detto sopra, la storia di Fantaghirò è ricca di simbolismi e riferimenti alla mitologia e alla tradizione popolare. Eccone alcuni.

Sin da bambina Fantaghirò veste indumenti degli stessi colori di quelli del padre, una tunica azzurra e arancione (cielo ed oro), che la differenzia dalle sorelle, secondo la tradizione infatti erano i colori degli eredi al trono, segno che è lei l’erede destinata a succedere al re.

Il Cavaliere Bianco offre una mela a Fantaghirò quando le mostra che le arti di una donna non sono solo il cucito o la cucina, in richiamo alla tentazione di Eva verso l’albero della conoscenza, qui preclusa alle donne destinate ad una vita di servitù.

Ciascuna delle tre sorelle, Caterina, Carolina e naturalmente Fantaghirò, ha una virtù femminile simbolica, intelligenza, bellezza, vittoria, e ricorda la triade femminile della mitologia greca (Era, Afrodite ed Atena).

Fantaghirò è anche simboleggiata dall’oca, emblema del cambiamento operato con intelligenza, poiché l’oca è migratrice. E’ anche l’animale della protezione e della vigilanza, qualità della dea Era, e della vittoria, legata al culto di Ares, Dio della Guerra.

Fantaghirò è inoltre simboleggiata dal colore giallo, che simboleggia l’innovazione, il cambiamento, il rinnovamento, l’immaginazione e la positività. Per estensione ha come simbolo anche l’oro, colore della regalità, segno che sarà regina.

di Valentina Torrini

2 Replies to “Feminist your movie – Fantaghirò”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Follow by Email
Facebook
Instagram