Feminist your health – Immobilità è movimento

Feminist your health – Immobilità è movimento

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Tempo di lettura: 2 minuti

Ti sei mai chiesta come mai, milioni di anni fa, le piante scelsero di rimanere ancorate al terreno, invece di spostarsi come fanno gli animali alla ricerca di cibo o per scappare dai predatori?

Sono due modalità apparentemente opposte, eppure entrambe le specie sono riuscite ad evolvere ed affermarsi lungo la storia.

Abbiamo sempre considerato il movimento attività fondamentale e imprescindibile alla sopravvivenza, dando scarso valore a quelle forme di vita, che nell’immobilità invece hanno trovato la loro risorsa.

Appare così, curiosa e un po’ beffarda, la faccenda del divieto di spostamento, con la quale ora ti tocca fare i conti, non trovi?

Prova per un attimo, a calarti nella realtà di una pianta, una maestosa quercia nel bosco o semplicemente una margherita, sbocciata nella crepa dell’asfalto sotto casa tua.

Tutta l’energia che le serve per sopravvivere la ottiene dal sole, ha elaborato sistemi difensivi contro i predatori, ha un apparato radicale che le consente di nutrirsi pur rimanendo ferma o muovendosi lentissimamente per i nostri standard.

Pensa che la pianta non si limita solo a questo, perché ad esempio è una produttrice instancabile, mentre noi siamo consumatori seriali, riesce a fissare la CO2, noi invece la produciamo!

Quindi nonostante, o grazie alla sua apparente staticità, possiede tutto ciò che le serve per essere vitale e rigogliosa!

La natura, come sempre, è la grande maestra, che con semplicità e vigore, ti mostra modalità di evoluzione da cui puoi prendere esempio. Chissà, magari una delle cose che hai da imparare in questo tempo, è proprio la laboriosità e la potente forza creativa che si sprigiona dall’immobilità!

Nel periodo natalizio in cui stai entrando, invece di dissipare tutte le tue energie e la tua voce a lamentarti sull’impossibilità di spostarti, ti suggerisco così, di dedicare qualche minuto della tua giornata alla scoperta del valore dell’immobilità. Trova una posizione comoda, magari seduta a gambe incrociate e con la schiena dritta, in un luogo silenzioso della tua casa e porta alla tua mente l’immagine della pianta. Cerca di restare per almeno un minuto ferma immobile, in silenzio. All’inizio non sarà facile perché ti inizieranno a dolere le gambe, ti pruderà il naso…ma l’intenzione e l’esercizio ti verranno in aiuto. Proprio come i grandi yogi, potrai assaporare la pace che si sprigiona da questo stato, l’armonia tra il tuo corpo e l’ambiente intorno a te. Sarà un tempo senza tempo, uno spazio senza spazio, perché nella tua immobilità percepirai la delicata vibrazione delle cellule, nell’instancabile movimento di tutti i tuoi organi, che ogni istante concorrono al perpetuare quel moto chiamato vita. Sentirai che la tua pelle non segna il confine con l’esterno, ma la soglia a cui esso può avvicinarsi per accarezzarti e avvolgerti con le sue note profumate di infinito.

Accogli così l’immobilità come valore positivo e costruttivo per queste festività, non come riluttante adempimento di un obbligo imposto dall’alto, ricordando che la scelta di come interpretare la situazione dipende sempre dalla tua volontà!

di Marta Fiorio

7 Replies to “Feminist your health – Immobilità è movimento”

  1. È proprio così… Vivrò la mia quarantena in tale Saggezza, Creatività nell’Immobilità. GRAZIE Marta

  2. Come sempre, insegni a stare centrati, a cambiare non solo punto di vista ma anche direzione dello sguardo valorizzando le cose apparentemente ‘insignificanti’ e riducendo l’attenzione da quelle fuorvianti.
    Grazie Marta

  3. Mi aspettavo uno scritto spettacolare, e così è stato.
    Rispecchia il tuo modo di essere, che in un fine settimana mi hai saputo trasmettere.
    Sei fantastica, come la tua famiglia. Grazie

  4. Marta hai sempre delle parole speciali per ogni momento. Anche questa volta mi hai donato uno spunto di riflessione personale.

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