Feminist radar – Profili e storie da scoprire questo Natale!

Feminist radar – Profili e storie da scoprire questo Natale!

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Tempo di lettura: 4 minuti

Abbiamo sbirciato i profili di alcune donne super-interessanti che possano stuzzicare la curiosità di chi, come me, si ritrova ogni tanto a scrollare Instagram dribblando le influencer arci-note e cercando volti nuovi, storie frizzanti e magari anche un po’ nerd! Ognuna ha qualcosa da dire, e ognuna lo fa a modo suo. Una reverenda, una CEO, due artiste e una scrittrice…di tutto un po’!

La tatuatissima e fighissima Reverenda Jes Kast (@revjeskast)

Jess Kast è una Reverenda, dice messa, sale sul pulpito ed è lesbica e queer. Sì, stiamo parlando di una ministra che fa entrare il femminismo e i diritti LGBTQI+ dalla porta principale della Chiesa. La sua tunica è abbellita dei colori dell’arcobaleno, ha una passione per le scarpe con il tacco e per i rossetti che abbina a seconda del calendario liturgico. In questa bella intervista ricorda durante il periodo nazi-fascista le donne avevano iniziato ad usare il rossetto per protestare contro i totalitarismi «quindi per me, mettere il rossetto rosso e stare dietro al pulpito sono entrambi un atto di protesta». Tanto è vero che se l’è pure tatuato. La Reverenda Kast, oltre a predicare in lungo e in largo di accettazione, sessualità e body positivity, crede anche si possa rendere il Natale “femminista” proprio partendo dalla rilettura dei suoi simboli. Una lezioncina di esegesi racchiusa in un tweet … come si fa a non amarla?

Best tweet: «Christmas season is about God choosing a woman to lead a revolution of re-organizing the structures of societal power by her leadership, tenderness, and faith»

Elena Pasquali: CEO di EcoSteer (@pasquali_elena)

Vuoi sapere che fine fanno i dati del contatore elettrico e delle utenze di casa? I chilometri dell’automobile? I consumi generali? Elena Pasquali se l’è chiesto e ha creato EcoSteer, una start-up che mette il rubinetto al flusso dei dati e vuole abituarci a vederli come il nostro «bene più prezioso» monetizzabile e trattabile. Come scrive in questa intervista per Io donna, «Ogni volta che firmiamo un accordo di privacy per la cessione di nostri dati a terzi, ne perdiamo il controllo. Questo è il problema che noi risolviamo: ridiamo il controllo sui dati provenienti dai nostri oggetti connessi». Quello che Elena ha voluto fare è rendere ognuno padrone dei propri dati al fine di «scardinare l’accentramento del capitalismo» o, per lo meno, di evitare di cederli gratis. Elena Pasquelli ha vinto il premio Axa per l’imprenditoria femminile e la sua start-up cerca alacremente esperte in sviluppo software: la CEO di EcoSteer ritiene che le ragazze siano più flessibili al cambiamento e che meritano più possibilità di impiego perché, come dice qui, la «cultura dominante» ancora le scoraggia dallo scegliere e intraprendere carriere scientifiche.

Best mantra: «Se pensate di non aver capito qualcosa significa che avete avuto dei cattivi maestri»

Rosa Liksom: un’autrice da scoprire e un libro da regalare (@rosaliksom)

Un buon consiglio per gli acquisti di Natale potrebbe essere regalare un bel libro fresco di stampa di un’autrice famosa, ma forse non ancora così mainstreem: Rosa Liksom. La moglie del colonnello (Iperborea: 2020) ci porta in Lapponia dove, davanti al caminetto, la protagonista inizia a narrare la sua vita, partendo dal matrimonio con un uomo violento, un colonnello nazista, sullo sfondo del mito della “Grande Finlandia” e dei campi di educazione dei giovani nazionalisti finlandesi. Un punto di vista diverso sulla Storia, che la scrittrice ci fa conoscere tramite gli occhi di una ragazza. Rosa Liksom è una delle più famose scrittrici e artiste finlandesi e le sue opere sono tradotte in tutta Europa. Con Scompartimento n. 6, uscito nel 2014, ha vinto il Premio Finlandia 2011. Il suo account Instagram è super colorato e il suo caschetto rosso/viola risalta ancora di più sugli sfondi innevati che accompagnano le foto: mi ha conquistata all’istante!

Best quote: «Quello che si dimentica smette di esistere. O forse non è mai esistito»

L’illustratrice: Valentina Merzi (@valentina.merzi)

Ha una formazione di tutto punto: Master in Fotografia e Immagine digitale, è stata selezionata per dei periodi di ricerca alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, ha avuto un atelier nell’isola della Giudecca e ha passato molto tempo ad allestire mostre ed esposizioni ispirandosi al paesaggio lagunare. Se vuoi scoprire altri particolari, puoi leggere l’intervista rilasciata per il progetto Teatips. Valentina realizza bellissime grafiche, disegni, stampe e calendari spesso a tema femminista. Dai un’occhiata al suo sito e alla sua pagina Instagram per farti catturare dal suo mondo magico!

Best quote: «Sia l’illustrazione che la fotografia (per come le uso io) sono modi di raccontare quello che non si vede, mi piace moltissimo il potere che hanno le immagini di non essere solo didascaliche ma di aprire possibilità, di modificare il reale quando non ci corrisponde o di sceglierne solo delle parti, le più importanti per noi»

L’artista: Katriina Haikala (@katriina.haikala)

Katriina ha i capelli corvini, dei lineamenti squadrati e occhi azzurrissimi: è di Helsinki ed è un’artista contemporanea straordinaria. Per il progetto Social Portrait ha organizzato una maratona di due giorni con l’obiettivo di realizzare 100 ritratti di persone che si identificavano come donne. La partecipazione fu talmente alta che ne realizzò 1000, con lo scopo di dare visibilità alle donne e controbilanciare la retorica patriarcale delle celebrazioni nazionali ufficiali scegliendo di concentrarsi proprio sulla forma ritratto per ragioni storiche: «Portraits are associated with status, power and money, and typically those who have been portrayed have been men. Nothing puts you on a pedestal like a portrait». Il suo sito e il suo profilo Instagram sono una brezza di ispirazione e un balsamo per gli occhi: i toni e i contrasti forti ti daranno una bella carica per affrontare le giornate con il piede e l’atteggiamento giusto. 

Best quote: «Those who got their portrait drawn clearly felt that they were seen and respected as the individuals they are, and at the same time they also became part of a larger group and kinship of women. I realised that this project resonated strongly with women and because of that I had to continue it.»

di Clara Stella

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