Feminist radar – Natale con Santa Brigida: la visione della natività

Feminist radar – Natale con Santa Brigida: la visione della natività

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Brigida di Svezia aveva una sola missione in testa: riportare il papa in carica da Avignone a Roma, ricordargli i suoi compiti di pastore della comunità cristiana, fondare un nuovo ordine, e redimere i fedeli sotto il segno della Vergine. Cose semplici, eh? Questa santa, di origini nobili che nasce in Svezia nel 1303 e muore a Roma nel 1373, ha affrontato un matrimonio e il parto di otto figli. Una volta morto il marito, però, Brigida non sembra essersi troppo disperata: dopo aver liquidato il suo ruolo di vedova piangente, Brigida si mette in marcia per adempiere alla sua chiamata profetica. Infagottate le sue poche cose, si fa pellegrina verso Roma e in terra santa.

Proprio a Betlemme, mentre si trovava in pellegrinaggio tra il 15 e il 22 agosto 1372, Brigida ebbe una visione della natività che venne poi tramandata nelle sue Rivelazioni.  La visione di Brigida è alquanto inusuale per l’epoca, qualcosa di mai sentito prima. I racconti dei vangeli, infatti, non si dilungavano nel narrare il parto di Maria. Per Brigida, invece il mistero si fa reale e va oltre la metafora che lo avvolge.

La visione di Brigida rivoluzionò il modo di rappresentare la natività nelle forme e nei modi che ci sono arrivati oggi. Mentre prima si raffigurava Maria sdraiata su un letto con Gesù avvolto in fasce, a partire dalle parole rivelate da Brigida, gli artisti cominciarono a raffigurare la Vergine in ginocchio e il bambino – nudo – ai suoi piedi avvolto di sola luce. Mentre i vangeli, e in particolare quelli di Luca e Matteo, descrissero il momento del post-partum, la Vergine fa dono a Brigida dell’esatto momento della venuta al mondo del figlio.

La Vergine è, per Brigida, principio di logos, cioè di conoscenza, maestra e madre al contempo. Maria è colei che racconta in prima persona e che rivive nella visione di cui fa partecipe Brigida il momento della natività. In uno scambio tra donna e donna, il momento del parto è sopraffatto dalla gioia istantanea, quasi un’estasi mistica che crea un legame speciale tra le due donne. Incredibilmente, e unicum nella letteratura, Brigida ci descrive le prime carezze tra madre e figlio e perfino il taglio del cordone ombelicale. Giuseppe ricompare solamente a fatto avvenuto, e si unisce in preghiera a Maria nell’adorazione congiunta del figlio. Se, allora, si deve a San Francesco la creazione del primo presepe, a Brigida dobbiamo la sua iconografia.

Brigida si fa voce, come aveva fatto Ildegarda di Bingen prima di lei, di una teologia espressamente mariana che sarà tenuta in vita dalle mistiche, teologhe e filosofe che troveranno nella santa svedese ispirazione intellettuale e spirituale. Brigida, sempre rappresentata con penna e libri in mano, è davvero una voce fuori dal comune: viaggia, scrive, progetta, profetizza e ammonisce. Tutto ciò che per una donna era vietato fare, a lei è permesso: Brigida aveva perfino immaginato di fondare un ordine monastico doppio, fatto di uomini e donne che dovevano vivere insieme, capeggiato da una badessa rappresentate di Maria in terra.

La volontà di Brigida verrà realizzata da Caterina, la figlia, presso Vadstena, in Svezia, dove si può visitare parte del monastero e vedere ancora le statue di Brigida che trapuntano la bellissima cattedrale. Ancora oggi puoi vedere come queste statue lignee raffiguranti la santa, rappresentata nell’atto di porgere libri, non hanno le mani: queste le furono infatti tagliate durante la riforma protestante.

L’impatto del pensiero di Brigida, tuttavia, fu immenso ed ebbe la sua rivincita sulla storia: lo puoi leggere nelle sue Rivelazioni e nei suoi altri numerosi scritti. Dal 1999 le è stato poi riservato un posto speciale: insieme a Caterina da Siena e Teresa Benedetta della Croce, Brigida è compatrona d’Europa e protettrice delle viaggiatrici e delle pellegrine… proprio come te!

di Clara Stella

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