Feminist radar – Madame

Feminist radar – Madame

Fada mi ha definito “pulita ma coperta da una patina di ruggine” e penso mi descriva a pieno questa frase. Adoro macchiare la dolcezza di errori, amarezza e disagio, solo così riesco ad arrivare al cuore di qualcuno. Una canzone solamente dolce è banale secondo me e, allo stesso modo, una canzone solo sporca è banale”

Capelli corti, ricci ribelli, viso angelico: questa è Madame che, a soli diciassette anni, è una promessa della scena del rap italiano. Un bell’esempio, quello di Francesca, liceale classe 2002, che usa un rap ricercato, con allusioni alla poesia di Dante e ai poeti dello Stil novo. Le interviste su Rockit e Vice già si sprecano: Francesca non solo fa rap, ma è un nuovo modello di rap, che si trova in sincronia con i nuovi modelli a-gender della scena musicale. Ci piace perché Madame è anticonformista, enigmatica, ha la maglietta di Frida Kahlo e parla alle sue coetanee un linguaggio intriso di poesia e, sì, anche di femminismo.

Ma si sa, le ragazze stupiscono sempre con la loro intelligenza e il loro sincretismo: basti pensare alla giovane poetessa Rupi Kaur che, con la sua raccolta di poesie Milk and Honey, prima ha sbancato su Instagram e poi è riuscita a ridare vita ad un mercato, quello della poesia, che non se la stava passando molto bene. La chiave, per Rupi, come lo è per Madame o Billie Eilish in UK, è proprio quella di riscoprire e riproporre un linguaggio antico come quello del verso, per stravolgerlo dall’interno con dei temi freschi, vivi, accattivanti.

Madame gioca sfacciatamente con le parole, le assonanze, i giochi retorici. Ma i suoi versi non sbraitano, non utilizzano i soliti cliché, non hanno bisogno di vendersi: graffiano dolcemente con neologismi su raffinati suoni urban. La canzone che forse mi ha colpita di più è Anna, il primo singolo che esce nel 2018: un inno alla bellezza e alla forza delle ragazze, scritta da una donna per un’altra donna.

Anna ricorda la Beatrice dantesca: balla leggera, in punta di piedi, infonde pace in chi la osserva. Con la sua danza rompe gli schemi e, come dice Madame, trova una via d’uscita dai suoi problemi, ma in questo da fare, Madame la supplica di cercare del tempo per sé: “Però trova il tempo per amarti / Trova il tempo per truccarti / Che sei bella se cerchi i miei sguardi, trova il tempo per guardarmi”. Come ci rivela Madame in un’intervista, la ragazza del testo è ciò che la cantautrice non potrà essere. Anna è bionda, occhi azzurri e balla leggera come una libellula: “Sembri una foglia che si sveglia all’alba / Mentre i tuoi biondi viaggiano nell’aria”. Un’ideale che Madame cerca di rendere umano, e che cerca lei stessa di confortare e proteggere nell’abbraccio di un’amicizia o di un amore.

Nei versi di Sciccherie, altro successo straordinario, si rivela molto meno dolce quando si tratta di criticare la società e le sue divisioni di genere: a diciassette anni, Francesca-Madame parla di come l’estetica condizioni tutti gli ambienti, anche quello del rap. Di più: Madame va oltre, canta della fragilità, del suo sentirsi un pesce fuor d’acqua alle feste, tra vestiti griffati e labbra rifatte. Nel video, infatti, con un gesto forte, si spoglia di tutti il superfluo per rimanere la ragazza che è, con una maglietta e un paio di jeans. Il tema viene ripreso nel singolo 17 che affronta specificatamente i condizionamenti che pesano sulle ragazze di oggi: dai social, definiti come “le vetrine di Amsterdam”, al sesso: “Fai quel ca**o che ti pare, lady / Tanto questa Italia, lady / Vede le ragazze come bambole gonfiabili.”

Chapeau!

di Clara Stella

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