Feminist radar – Elif Shafak

Feminist radar – Elif Shafak

Tempo di lettura: 4 minuti

Read women writers, women journalists, women poets, women academics. And when I say women, I mean women of all ethnic and cultural backgrounds.

«Leggete scrittrici, giornaliste, poete e accademiche!» ci dice Elif Shafak, il cui romanzo I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo è stato tra i finalisti del Book Prize del 2019. Scrittrice, politologa, intellettuale e attivista: i suoi libri sono spesso storie di donne dal carattere forte, sullo sfondo di territori lacerati dai conflitti e da una eredità storico-politica scomoda con cui sono chiamati a fare i conti. Il suo primo romanzo, Pinham, vince nel 1998 il Premio Mevlana per la miglior opera di letteratura mistica in Turchia. Gli studi di stipo storico politico che informano il suo percorso, da ricercatrice a docente, sono la spina dorsale dei romanzi successivi, come Specchi della città e Lo sguardo fisso. La scrittrice contribuisce all’attivismo femminista con i suoi pezzi giornalistici sul giornale inglese The Guardian, i suoi libri e le raccolte antologiche come Med-Cezir, sul sesso e la sessualità. La depressione post-partum è invece il tema di Latte nero, che Elif ha pubblicato dopo la nascita della figlia nel 2006. Il suo libro più conosciuto è senza dubbio La bastarda di Istanbul e il recente Tre figlie di Eva. Il primo le valse un processo con la richiesta di condanna a tre anni di prigione per aver offeso la pubblica morale e il nome della nazione turca avendo raccontato, attraverso la storica di amicizia che si intreccia tra le due protagoniste del libro, la storia del genocidio armeno.

In molte delle sue interviste, Elif ci parla della centralità di alcune scrittrici per la sua formazione, come Virginia Woolf e Natalia Ginzburg, e dell’impatto che la lettura ha avuto sulla sua formazione di femminista e accademica. Vi proponiamo alcuni consigli di libri e saggi – rigorosamente impegnati – che la scrittrice ci ha invitate a considerare per la nostra formazione e che, a nostra volta, ti proponiamo per iniziare questo 2020 con una marcia in più! #Feministyourreadings

  • Donne e potere: un manifesto (2018) di Mary Beard. Il breve saggio che la classicista di Cambridge ci propone ricostruisce le origini classiche della questione della donna, i retaggi del patriarcato sul linguaggio di tutti i giorni a cui siamo abituate, e sul modo di descrivere, e concepire, le donne di e al potere. L’emarginazione dell’elemento femminile dal discorso pubblico è testimoniata, ancor prima delle parole di Paolo in un famoso passo biblico, a partire dall’Odissea, il fondamento della letteratura e della cultura occidentale. Telemaco, stizzito dalle richieste della madre, si rivolge proprio a Penelope zittendola e rimarcando il fatto che «la parola spetta agli uomini». Secondo la Beard questo passo «è il primo esempio letterario di un uomo che mette a tacere una donna: dimostra che in questo ambito la cultura occidentale ha migliaia di anni di pratica. L’ho scelto perché, solo capendo quanto sia antico il privilegio dato alla voce maschile, possiamo comprendere il presente: e lavorare sul futuro». Da Telemaco, ai miti ovidiani, passando anche per l’antichità romana, si arriva fino al #metoo. Questo libretto ti servirà allora per comprendere in poche pagine le radici storiche della misoginia e della ‘silenziazione’ delle donne dell’oggi.
  • Questo cambia tutto: il Capitalismo contro il clima di Naomi Klein (2015). Un libro must-read per comprendere come l’inegualità e la crisi ambientale siano figlie dirette del sistema capitalistico. Il messaggio di Klein è chiaro: il riscaldamento globale è la conseguenza non solo di politiche insensibili, ma anche di uno stile di vita privo di coscienza e consapevolezza, che tratta le risorse della Terra come fossero inesauribili.  Il femminismo intersezionale, che comprende la corrente dell’ecofemminismo, punta proprio l’attenzione sulle intersecazioni tra compartimenti della società che, a prima vista, non crederemmo profondamente legati l’uno con l’altro. Se ti interessa, leggi anche della stessa scrittrice il saggio No logo, il libro che aveva dato forma ai movimenti no-global negli anni Duemila.
  • Su argomenti simili, la giornalista turca ci consiglia anche L’età del capitalismo della sorveglianza (2019) della psicologa e sociologa Shoshana Zuboff. In questo libro, l’ultimo di una importante carriera di studi sul tema, la studiosa affronta sulla scia dello scandalo della Cambridge Analytica, l’impatto dei social nel definire i nuovi paradigmi del capitalismo; un capitalismo prima di tutto umano e intellettuale. Secondo la studiosa dell’università di Harvard, la società contemporanea è caratterizzata da una nuova logica dell’accumulazione della ricchezza, che non ruota sulla produzione di beni materiali ma è proiettata sull’elaborazione di informazioni personali che portano ad una fortissima asimmetria di ricchezza e potere sia a livello economico e sia, paradossalmente, a livello di accesso all’informazione. Questo tipo di capitalismo, che continua gli schemi di inizio novecento con strumenti differenti, meno palesi ma molto più subdoli, ha avuto un impatto tale da aver ridefinito concetti antropologici e ontologici come quello di essere umano, lavoro, iterazione e dialogo, nonché quello verità. Anche questo un must-read per comprendere le origini e le conseguenze distopiche dell’era Facebook.
  • Nelle rovine di Zabel Yesayan (1911). Torniamo ai primi del Novecento con Zabel, scrittrice e attivista a cavallo tra i due secoli, che nei suoi lavori ci offre pagine di analisi sulle disparità sociali tra uomini e donne e sulconflitto tra libertà personale e aspettative sociali. In questo libro dal taglio storico, la scrittrice ci racconta della sua esperienza di testimone del genocidio di 30.000 cristiani armeni in Cilicia. Il racconto dai toni crudi, realistici e infernali racchiude un messaggio di indignazione che parla anche alle orecchie della nostra società. Zabel ci invita a riflettere sul pericolo della normalizzazione della guerra e degli episodi di odio:come scrive la scrittrice, infatti, «pur consapevoli che la guerra sia ad un passo da noi continuiamo a vivere nella tranquillità e nella monotonia»Un invito allora a conoscere, informarsi e sporcarsi le mani se vogliamo cambiare ciò che ci sta intorno.

di Clara Stella

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